Non esistono più i (mezzi) camaleonti
26 Ottobre 2007 by porgy&jazz
Ieri leggevo su Repubblica (e rileggevo su Repubblica.it) l’articolo di Bartezzaghi sul librozzo che vedete qui accanto (Non lo vedete? Vedevatelo, su rieduchescionalciannel, con un altro browser..).
Un libro che smonta tutte quelle cose a cui crediamo da sempre. Come dice bene Bartezzaghi:
Ai due autori non interessa ciò a cui aderiamo per ragioni devozionali o psicologiche, ma ciò a cui crediamo razionalmente, ciò che abbiamo appreso come vero e non abbiamo mai messo in dubbio perché la fonte ci pareva sicura e la notizia verosimile. Insomma il libro non ci dice che Babbo Natale non esiste, ma che il primo presidente americano si chiamava Peyton Randolph, che gli imperatori romani ordinavano la morte di un gladiatore mettendo il pollice in su, che l’esatto numero della Bestia è 616 e che l’universo è beige.
Ecco. Per dirne qualcuna. E scusate ma io sono sconvolta dal camaleonte. Il camaleonte. Mi fa quasi specie dirlo. Non prende il colore degli oggetti su cui si posa. Cambia colore con l’umore.
Ecco, non si può più dire che uno è camaleontico. Insoma, non come io l’ho sempre inteso. Adesso devo dire camaleontico per uno che è lunatico. Ma se poi mi smontano anche le fasi lunari? Dovrò dire che è stagionale? Ma non esistono più le mezze stagioni. Dovrò dire che è comeunadonnasottociclo (tanto per continuare sull’onda rossa che ha invaso la rete..)? Ma no, perché quella non è che cambi a seconda delle situazioni.. (cioè, anche.. sorvoliamo, su..).
Mi sento un po’ confusa.
Mentre
E’ da due giorni che c’è Jarrett a farmi compagnia. E’ lì, nel lettore, che suona di continuo. Ogni tanto cede il posto a Mehldau, ogni tanto alla Casini, ma c’è soprattutto lui. Qualcuno dice che 









