Sottotitolo: la generazione degli adolescenti attuali è quella che distruggerà il pianeta.
La vita da giornalista precaria ti fa fare anche cose che hanno poco a che fare con il giornalismo. E io sono finita a insegnare. Solo qualche mese, ma con la qualifica di esperta che faceva gongolare il mio ego.
La verità è che ero terrorizzata. Io, gli adolescenti, li temo. E non avevo nessuna intenzione di soccombere. No, no, io insegnare proprio no, mai. Poi è successo che la responsabile…
«Dimenticavo, la paga è x#y§»
… «Lordi? E’ sicura?»
«No, netti»
«Ragazzi, forza, tutti al posto, su!»
Ecco, più o meno è andata così.
Dovevo tenere un corso di giornalismo. Uno di quei corsi pomeridiani che aumentano i crediti. Beh, dai, se l’hanno scelto sarà perché sono appassionati , sarà perché amano scrivere, sarà perché tra tutti i corsi era il meno palloso.
A casa, prima della lezione di apertura del corso, faccio le mie belle schede, preparo un sacco di materiale, e mi autoconvinco che sarò pronta ad andare incontro a tutti i loro gusti. In fondo, mi dico, è un lavoro di scrittura, i soggetti, i temi e le notizie su cui lavorare li possono scegliere loro. Così si divertono! … magari riesco a non farmi rovesciare la cattedra sulla schiena..
Ok, partiamo. Metto maglione e pantaloni, seri ma non troppo. Borsa colorata, così magari capiscono che sono una di loro. Quasi tutte femmine, poi (Aiuto!). Niente valigette né borse da dottoressa. Una cosa informale ma casual chic, ecco. Dai, proviamo.
«Ciao ragazzi, blablablabla, il corso sarà blablabla, imparerete a riconoscere la notizia, scriverete articoli, reportage, recensioni, faremo anche qualche piccola inchiesta a scuola, e se avete delle proposte io sono a vostra disposizione .. blablabla»
Mi ascoltano! Evvai! Li ho conquistati! Saranno una ventina! Dai, posso farcela!
«Ok, vediamo un po’, come mai siete qui? Dai, tu, come ti chiami? così inizio a conoscervi (avrò pure imparato qualcosa da 35 supplenti al liceo..).. Ecco, XY, come mai ti sei iscritta a questo corso?»
Ti piace scrivere, eh? lo so, dai, il fascino del foglio bianco.. no, dai, vuoi diventare come quelle di scainiusventiquattro, fighissime e professionali, col trucco sempre perfetto, a parlare di morti e feriti..
«Beh, sono qui perché ho voti bassi in italiano..»
Aspetta, no, devo avere capito male, tu devi venire qui perché ami scrivere, perché sei una divoratrice di libri, perché consumi diari, mi va bene qualsiasi cosa, ma non questo, non questo, il dramma della consecutio no!
«..e tu?»
«..eh, veramente anche io…»
E tu? E tu? No, vi prego, ditemi che non è vero! Ma che è? una congiura? Ma che diavolo! io non sono qui a spiegarvi le coniugazioni! No, ditemi che non è vero..
«Bene, allora sarà un’occasione per imparare le regole di scrittura con un occhio di riguardo per l’italiano..»
E questo era solo l’inizio…
24 Ottobre 2007 alle 6:38 pm |
e ti è ancora andata bene. A me chiesero come scardinare il firewall della scuola per guardarsi i porno in santa pace. E non erano nemmeno quelli canonici uomo-donna, per intenderci.
24 Ottobre 2007 alle 6:42 pm |
Mi fa venire in mente una volta in cui il preside, tutto orgoglioso, ha inaugurato la nuova ala dell’istituto e l’ha presentato al pubblico come il nuovo “amplesso scolastico”…
28 Ottobre 2007 alle 6:47 pm |
Da quello che vedo la maggior parte degli adolescenti attuali sono stati rovinati dalle insegnanti elementari che promuovono un laissez-aller spaventoso… se la scuola fosse più attenta alla formazione, la nuova generazione potrebbe ricevere le basi umane, umanistiche, critiche per fare grandi cose…
28 Ottobre 2007 alle 6:55 pm |
Già.. anche perché, quanto a possibilità di esprimersi, di conoscere e di comunicare partono già molto più avvantaggiati di noi. Insomma, senza fare un’apologia della Rete, hanno possibilità che i trentenni di oggi, da adolescenti, non hanno avuto.
Sono le parole che gli mancano.. ed è un po’ tragico..