Ruvida come un angelo

By porgy&jazz

Kristin Asbjornsen

Kristin Asbjørnsen
Wayfaring Stranger – live

Roca, ruvida, e poco dopo quasi angelica. La voce di Kristin Asbjørnsen è l’interprete ideale per un viaggio fra gli spiritual. La giovane compositrice, voce dei Dadafon, ha lasciato da parte le sue creazioni per questo progetto completamente dedicato ai «negro spiritual» e nato con l’album «Wayfaring Stranger – A Spiritual Songbook». Decine di spiritual riarrangiati per voce, chitarre e percussioni.

Un lavoro filologico molto accurato, ma soprattutto un impegno a cercare di restituire a questi canti quella emotività così forte che caratterizzava le comunità protestanti formate dai neri. Lo spiritual era un modo per affrancarsi dalla schiavitù. Eppure era sempre gioioso, privo di autocommiserazione, spesso una specie di conversazione confidenziale fra l’uomo e Dio.

La Asbjørnsen porta proprio queste emozioni sul palco. La accompagnano le chitarre di un altro componente dei Dadafon, Jonstein Ansnes, e di Jarle Berhøft, che aggiungono anche un controcanto morbido, quasi contenuto. E lei, scalza, racconta di liberazioni e di salvezza, con un sorriso contagioso circondato da una cascata di riccioli rossi.

Il suo timbro così particolare, graffiato e quasi sporco, come in «Ride up in the Chariot», comunica tutta la fatica e il dolore dei neri che intonavano gli spiritual. Canta con i palmi delle mani verso l’alto, come un predicatore, ma senza mai dare troppa enfasi alle parole, come se fossero parte di una lunga conversazione. Appena l’invocazione parla di speranza e redenzione il canto diventa leggero, quasi impalpabile, e la voce trova negli acuti un suono delicato e sottile. Un colore caldo e avvolgente che si appoggia su arrangiamenti pensati per valorizzare il canto.

I pezzi più allegri come il medley di «I’m a poor wayfaring stranger» e «Going over Jordan» danno spazio alle percussioni di Knut Aalefjaer. L’intero concerto è caratterizzato da atmosfere rarefatte che hanno fatto dello spettacolo una delle proposte più interessanti del cartellone del Festivalguer.

Il progetto della Asbjørnsen era iniziato già qualche anno fa, dopo avere ricevuto in eredità dalla cantante afroamericana Ruth Reese molti spiritual sconosciuti. Ad una parte di questi brani l’artista norvegese aveva iniziato a lavorare già con i Dadafon, che ne avevano inclusi alcuni nel loro primo repertorio. La serata si è conclusa sulle note dell’unico brano originale in scaletta, «I’ve waited so long”, composto dalla Asbjørnsen.

Alcuni brani di questo repertorio si possono ascoltare sul Myspace di Kristin Asbjørnsen. Il disco si può acquistare più o meno ovunque, tra cui qui.

Trying to get home – Kristin Asbjørnsen

Now take this feeble body – Kristin Asbjørnsen

I’m gonna ride up in the chariot – Kristin Asbjørnsen

Where/when: Alghero/30 aprile 2007/Teatro Civico

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