Giuliani e quel suono prima che diventi suono.

13 Aprile 2008 by porgy&jazz

Rosario Giuliani corre come un pazzo. Alla velocità del suo suono, decisamente. Arriva e scombina tutto. Standard? Sì, belli, ma aspetta, facciamo quelli più belli. Facciamo Tadd Dameron. E Wes Montgomery. E facciamo «Misterioso». Beh, vuoi dargli torto?

Quando arriva sul palco si soffre. Un istante, ma si soffre. Vuole tutto avanti, incredibilmente avanti, e in effetti nei suoi dischi suonano così, eh, non c’è niente da fare. Ma basta capirlo. E anche per quattro musicisti che con lui non hanno mai suonato diventa una bella corsa questo concerto. Una corsa di quelle che ti spaccano ma poi hai i polmoni aperti, rigenerati, ti senti come se ogni poro della pelle incamerasse aria. 

Giuliani fa una miliardata di note, e forse sì, forse ha dentro il demone del sassofonista, e ogni tanto va un pelino oltre. Ma cosa gli vuoi dire? Quando attacca «Dreamhouse» mi vengono i brividi. E quando riduce il suono a nulla, quando dal sax esce solo il suo respiro, ed è un respiro lungo, non è un istante, è proprio un suono quello che sta cercando. Il suono del nulla, forse, o di tutto quello che c’è dentro il suo sax quando non è ancora suono. Forse cerca quello. E fa uno sforzo immane. Prova a cercarlo tu, il suono del nulla. Dev’essere un inferno.

E poi riprende. Alza il sax in alto con il braccio, questo piccolo gigante. Il sax arriva dove lui non può, ben oltre metri e centimetri, ovviamente. Ma è lui a farlo arrivare lì, e quando finisce il concerto glielo leggi in faccia.

Tema. Exposizione.

19 Novembre 2007 by porgy&jazz

Il viaggio.
Fino a Cagliari con Chiara (Chiara è il TomTom) a cui abbiamo tappato la bocca.
Tanta strada ma siamo tutti belli carichi. C’era Pat Metheny a farci compagnia (e chi lo sapeva che avremmo trovato il batterista, con la testa bacata che mi ritrovo..) e abbiamo cantato allegramente tutto il tema di Have you heard e tutto il resto.

Il b&b.
Stanza molto carina. Essenziale, direi. Mansarda soppalcata (o soppalco mansardato?). Zero specchi, zero bagno (a un passo, ma pur sempre fuori dalla stanza). Ascensore cigolante. Però parquet per terra e finestra sul soffitto. A 25 euro ci sta.

La fiera.
Qualche calcolo sbagliato, e così il b&b non è in centro storico. No, è a punta casino. Precisamente 45 minuti a piedi. Ma poi la fiera è davanti a te. Dopo 45 minuti.

I concerti.
Vado in ordine.

Giorno 1.

Rava-Bollani: io non amo Rava, ma Bollani sveglierebbe anche le pietre. In versione Ecm è un po’ in giacca e cravatta, non mi dispiace proprio. Ma dal vivo leva la cravatta. Ed è un piacere, anche se siamo seduti per terra.
Martignon: una delle meraviglie di questo festival. Non vedo l’ora di risentirlo.
China Moses: Figa che sa di esserlo. Bella voce, credo. Suoni di merda. Tutto sui medi. Inascoltabile. Se è brava lo saprò in un’altra occasione.
DeJohnette: non si può dire nulla che non sia già stato detto. Da dimenticare davvero.
Ray Gelato: dice bene la tartarughina, c’è aria da matrimonio del padrino. Quindi ci si diverte da morire, non c’è scelta.

Giorno 2.

Tre sax per tre accordeon: a parte che l’accordeon era uno, perché l’altra era una fisarmonica e l’altro ancora un pianoforte, mi sono divertita un casino. E lo so che mi ripeto. Ma io amo il sax soprano e amo Javier Girotto.
Max Ionata e Luca Mannutza: da risentire in altra occasione, perché Ionata non mi ha convinto molto ma voglio capire meglio.
Anne Ducros: la prima cantante vivente di swing puro che mi incanta dopo tanto tempo. Comprato il disco subito. Ha uno scat che sembra parlato, ma acchiappa certe tensioni che sembra ti tagli in due l’armonia.
Balentes-Marcotulli: percussionista da paura, poco altro da segnalare, almeno finché non sistemano un po’ il progetto.
Larry Corryell: bello, ma iniziavo a essere un po’ distrutta per ascoltarlo in piedi con cognizione di causa.
Nat Trio: Arrivo in tempo per Song for my father. Adorabili. On the rocks ma meravigliosi come sempre.
Sean Jones: era uno degli appuntamenti che avevo cerchiato e sottolineato. Bel gruppo, bel trio. Ma forse mi aspettavo fuochi d’artificio. Non so. Da sentire su disco.
Rossella Faa: sentito troppo poco di quello che ha fatto, ma tutti ne hanno detto benissimo e a me è dispiaciuto molto non capire una parola di cagliaritano.
Minino Garay y los tambores del sur: belli da vedere (coreograficamente, non esteticamente..) e da sentire. Allegri, divertenti, precisissimi, grandiosi. La seconda meraviglia del festival. Di Girotto ho già detto, vero?

Giorno 3.

“El negro” Hernandez con i fiati della Pmjo: Terza meraviglia. El Negro è la solita macchina del tempo, con il piede tiene clave e charleston, con l’altro gioca a calcetto, intanto improvvisa, fa il caffè, distribuisce partiture.. Vabbè, non proprio ma quasi. L’orchestra fantastica.
Susana Baca. Bello, ma non è il mio genere.
Elena Ledda con la Marcotulli: meravigliosa Rita da sola, il resto molto meno.
Ada Rovatti: Mi sono morsicata le mani quando ho scoperto che aveva rifatto il set con la Ducros. Ma Over the Rainbow è stata favolosa.
Il Woodstore: i nuovi pezzi sono proprio belli. Avevano tanta di quella energia che sembravano dopati. Non vedo l’ora che registrino il nuovo disco.
Machado: bel trio, ma accusavo già la distruzione fisica.
Fonseca: Bello e bravo. Ma bello di brutto. E bravo di brutto.
Stanko: sarà, ma chi dice che ha in mano l’eredità di Chet secondo me bestemmia.
Wallumrod: Ero distrutta.
Chat noir: un tantino sopravvalutati?
Zuniga (che non è scritto così ma vabbè): ho ballato un po’, poi ho pestato qualche piede e me ne sono andata.

Giorno 4.
PMJO: già detto, confermo tutto e rilancio.
Omar Sosa con i tenores: come dice qualcuno, per soldi si farebbe qualunque cosa. All’inizio era pure bello. Poi si sono lanciati. Disastro.
Molvaer/Kleive: No, vi prego, un altro concerto in piedi no.
Naima Trio: Bellissime, con una carriera da sogno davanti, mi auguro. Francesca in grandissima forma.
Gal Costa: a parte i suoni da bagno piastrellato, mi sono cantata tutti i pezzi di Jobim. Del resto lei girava il microfono verso il pubblico. “Su, cantate”. E io quei pezzi ci ho messo una vita per impararli in portoghese. Son soddisfazioni.
Ron Carter: Due ore dopo cui non si può ascoltare niente. No, bisognava ritornare a casa e basta.

Un po’ di Expo

19 Novembre 2007 by porgy&jazz

C’era il Jazz Expo a Cagliari. Andata. A conti fatti, ho visto 22 concerti in 4 giorni. Non posso lamentarmi, via. Ho visto un’orchestra suonare meravigliosamente, come solo le grandi big band sanno suonare. E la Parco della Musica Jazz Orchestra è una big band molto big. Peccato che Maurizio Gianmarco quando dirige non lasci spazio ai sassofonisti. E infatti poi gli si è scassato il sax durante il solo. Potere degli dèi dello swing. Un trombettista su tutti, Amik Guerra. Meglio pure di Stanko, dal quale sono andata con mille aspettative e che non mi ha smosso neanche un pelo. Invece mi ha rovesciato il cuore un brevissimo piano solo di Rita Marcotulli inserito in un concerto altrui (concerto che non mi è piaciuto, ma questo lo sapevo da prima di entrare). Ma il suo piano solo valeva tutta la pazienza di aspettare che la lasciassero sola.

E l’immagine più bella che porto via è di Javier Girotto che fa l’ospite nella banda fracassona e spettacolare di Minino Garay (che suona pure con David Linx, viva i credits). Sono argentini, e lo presentano come la guest star. Lui sale sul palco, ringrazia, e per due ore suona in sezione.
Io amavo Girotto. E dopo averlo visto e sentito fare manovalanza musicale (che per me continua a essere il cuore di questa roba qui) lo amo ancora di più.

Giuro che più tardi faccio un post più lungo, perché ho un sacco di altre cose in testa. Ma queste mi premeva dirle subito.

Eppemettepet

11 Novembre 2007 by porgy&jazz

Per mestiere scrivo. Faccio mille lavori e neanche uno vero, ma in sostanza scrivo. E non sono assolutamente né una scrittrice e neanche una giornalista nel senso esatto del termine. Per ora scrivo. E scrivo solo perché sono dolcemente ossessionata dalle parole. E a volte il cervello di quelli che scrivono impazzisce per certe cose. Io oggi sono impazzita per una cosa che ho letto, è tutto il pomeriggio che ci penso. Perché avrei reagito nella stessa maniera. E adesso, siccome l’ho trovata in un libro, mi metto qui buona buona e la copio.

Certe cose le trovi solo nelle pagine locali dei giornali. Finisco ad Agrigento e apro «La Sicilia». Cronache di Trapani. Sotto l’annuncio dell’apertura del nuovo Auditorium (da segnalare per una caratteristica che a me sembra irresistibile: i posti a sedere sono 999. Non uno di più, non uno di meno. Sembra un prezzo da supermercato), sotto l’annuncio dell’Auditorium trovo un titolo indimenticabile. Testuale, su cinque colonne: Giuseppe emette petali. Mi fermerei qui, ma per dovere di informazione vado avanti. Sommario: A Vita altro fenomeno del ragazzo miracolato. Occhiello: Un medico avrebbe assistito alla fuoriuscita di un bocciolo dalla bocca del giovane. In altre parole: Giuseppe emette petali. Grande. Perché io me lo immagino il redattore trapanese che cerca faticosamente il verbo: sputa petali? no, li vomita? ancora peggio, li espelle? li espettora? Li emette. Come fossero francobolli. Se era un verso e l’aveva scritto Montale, era poesia pura. E invece è un titolo di giornale, e allora è comicità pura, cosmica. Con quel Giuseppe messo lì senza chiarimenti, come fosse un personaggio biblico, e il terzo giorno Giuseppe emise petali, chissà poi perché petali e non fiori, Giuseppe emette un fiore, in effetti è tremendo, meglio petali. Giuseppe emette petali. Eppemettepet. Un artista. Lui, il redattore. Chissà se almeno per un attimo la tentazione l’ha avuta di mandare tutti al diavolo e titolare canagliescamente: gli spunta un fiore in bocca.

Ultime notizie dalla Sicilia, in «Barnum» di Alessandro Baricco (Feltrinelli, 1995)

Ecco, a parte l’ultimo avverbio, a parte la consecutio prestata all’indicativo imperfetto (perché per farlo bisogna essere molto sicuri della propria scrittura, e qui c’è ancora pane da mangiare), a parte queste due cose, io avrei reagito così.

E quel suono, eppemettepet. Scriverlo così. Chapeau.

Consigli di bellezza

6 Novembre 2007 by porgy&jazz

Stasera mi aspettano un centinaio di chilometri. Richard Galliano e Gary Burton in concerto.

Ecco, è quella che io chiamo una serata in bellezza.
Non vedo l’ora.

Se siete nei pressi di Paulilatino, prendete la macchina. Ne vale la pena.

UltraDecameron

4 Novembre 2007 by porgy&jazz

Iera sera Luttazzi. Non ne sono ancora sicura ma non mi ha convinta tanto. Forse davvero sei anni sono tanti e allora quando ritorni in video vomiti tutto. Ma Luttazzi mi è sempre sembrato uno molto razionale. Uno che ci va giù pesante, fatti alla mano.
Monologhi al vetriolo, certo. Quelli me li aspettavo, come tutti quelli che ieri sera si sono piazzati davanti a La7 alle undici e mezza. Ma era tutto troppo. Molto più che scoppiettante, anche la parola “esplosivo” mi sembra riduttiva. Era una specie di bomba atomica.
Insomma mi è sembrato un po’ davvero troppo. Ho pensato che non fosse sicuro di fare una seconda puntata e che di conseguenza dovesse togliersi tutti i sassolini. Ma non era solo questione di sassolini. Insomma, un po’ di cose si riferivano a lui, ma altrettante a governo, chiesa e quant’altro.

Stamattina mi sono fiondata nelle pagine della cultura per leggere le critiche. Zero. Vabbè, forse lo leggerò domani. Allora internet. Ma trovo solo un resoconto. Blando. Una sintesi dello spettacolo, e basta. Poi lo ritrovo uguale in altri siti di quotidiani, sul sito di RaiNews24 e altri. Ok, era un comunicato. O un’Ansa. Vabbè.

Allora girovago tra i feed di oggi per vedere se qualche blog ne parlava. Un po’ mi consola che Elena abbia avuto più o meno la mia stessa impressione.

Poi alla fine un commento l’ho trovato. Eccolo. Sì, forse ha ragione DiPollina su Repubblica Tv. Forse ha senso valutare questo programma solo a partire dalla seconda puntata.

Ornithology

2 Novembre 2007 by porgy&jazz

Eccoci qui. Siamo finiti tutti sul TwitterPoster (italiano)

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La pagina è questa (sia mai che cambi qualcosa..)

.. Però secondo i miei calcoli ne manca sempre qualcuno..

Sputo sentenze

1 Novembre 2007 by porgy&jazz

Mi piace tantissimo questa sentenza della Cassazione sulla marijuana come piantina da arredamento.
Ho qualche proposta:
- Chi ruba in una cartoleria non può essere punito se con carta e forbici diventa il nuovo Mucciaccia
- Chi commette furti all’interno di una libreria non può essere punito se attacca il sistema e mette fuori catalogo i libri della Tamaro.
- Chi supera i limiti di velocità non può essere punito se stava cercando di arrivare a casa prima che i figli rimanessero da soli a vedere una puntata di Amici.
- Chi costrusce un altro piano della sua palazzina in abuso edilizio non può essere punito se riesce a coprire la facciata di una di quelle chiese postmoderne con neon da supermercato.
- Chi non passa l’assegno familiare alla moglie da cui ha divorziato non può essere punito se dimostra che lei li usava per comprare i dischi di Fabri Fibra e gli zaini targati Isola dei Famosi.

Troupe per le truppe

29 Ottobre 2007 by porgy&jazz

Prove tecniche di dialogo geopolitico sulla ricostruzione dell’Iraq

(Ricostruzione immaginaria di un dialogo realmente accaduto tra gli esperti che avrebbero dovuto progettare il piano di ricostruzione dell’Iraq, e liberamente ispirata a questo articolo e altri simili)

(Edit: la ricostruzione immaginaria di un dialogo su una ricostruzione immaginaria di un Paese l’ho notata solo dopo, eh.. Oh, ma non ci posso fare niente. Mi vengono così) (Sorride con scintillio del canino destro)

Protagonisti:
Jack: responsabile piano ricostruzione Iraq 1
John: responsabile piano ricostruzione Iraq 2

- Ehy Jack, senti, per sta cosa dell’invasione dell’Iraq, vieni via da quella pizza ai peperoni, che lavoriamo un po’, dai..
- Ok John.. (chomp)
- Allora, dove cazzo sta l’Iraq?
- In Asia, no? Non è lì in mezzo a tutti quei deserti?
- Boh mi ricordo che c’è il petrolio..
- Prendi l’atlante, và.
(Non c’era ancora Google Earth, n.d.P&J)
- Idaho, Israele .. oh ma dai è nell’atlante pure Israele? .. Indiana, Irlanda.. Iraq, eccolo! G-3, pagina 158.
- Colpito e affondato!
- Ahaha bella battuta!
- Pagina 158. Eccolo. Ammazza, oh, già che c’erano potevano farlo tutto squadrato..
- Ah ecco, quindi è lì.. mmm.. vedi un po’, c’è qualche città che conosciamo?
- Macché, ci sono tutti nomi strani, io manco so come si pronunciano..
- Monumenti? statue? Robe dell’epoca romana, cose così?
- ….
- ….
- Oh, Jack, e se prendiamo una guida?
- Una guida?
- Eh, una guida turistica, dai, quelle con tutte le informazioni sul Paese, no, dove ci sono i monumenti da visitare, tutto quello che c’è di bello!
- John ma sei un genio! Ecco perché ti hanno assunto nella U.S. Army!
- Prendiamo la più famosa, no?
- Eh, sì, la Lonely Planet, che l’ho comprata con Katie per andare in Colorado l’anno scorso, ci siamo divertiti un casino!
- Ok, chiedo alla stagista di andarmela a comprare..
- Eh, ma attento che quella morde, eh, è una tutta sulle sue..
(Altri tempi, n.d.P&J)

***

- Oh, ecco la guida, Jack. E’ la Lonely Planet del 1984, è una delle migliori, eh.
- Dai, leggi un po’..
«Dagli anni Cinquanta il paese si è molto sviluppato. Ci sono molti luoghi interessanti da visitare».
- Ehehe.. vedrai che li fottiamo tutti questi iracheni, poi glielo rifacciamo pure più nuovo di prima, in puro U.S. Style! Sai che ti dico John? Dovrebbero ringraziarci, altroché!
- Hai ragione Jack!
- Dai, prendi la pizza, và, che con questo colpo di genio ce la siamo meritata!
- Oh yes!
- Aspè! attento! Cazzo, t’è caduto tutto il sugo..
- Vabbè, capirai chi se ne fotte se si cancella l’Iran dall’Atlante..

Di marketing volante

29 Ottobre 2007 by porgy&jazz

Gentili padroni del settore dv

Gentili curatori del settore home video

Gentili signori che mettono i prezzi sui dvd di Mediaworld,

Vi scrivo dopo avere fatto qualche acquisto in una delle Vs filiali. Sono sicura che nel vostro curriculum avete una splendida laurea alla Bocconi, un master biennale in brand experience, uno in marketing adventure e qualche ricerca nel campo del client incooling..

Però vorrei segnalarvi che nei vostri scaffali avete messo in vendita il dvd di «The Aviator» di Martin Scorsese a 12,90. Poco più avanti c’è la confezione special con 2 dvd e la custodia in metallo.

the aviator

A 8,90.

……

….

…Io ve l’ho detto, eh.